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Ecotassa al massimo nell'Aro 5, penalizzati i cittadini più attenti ai rifiuti

Polemica contro l'assessore regionale Nicastro. Per un paradosso imputabile alla mancanza di impianti di compostaggio e al sistema di raccolta, tariffa massima anche a Cursi, Melpignano, Corigliano, Castrignano e Zollino

Foto d'archivio.

LECCE  - Per il Comune di Lecce è una consolazione non da poco: in attesa dello sblocco del contenzioso che riguarda l’appalto per la raccolta dei rifiuti in città, l’amministrazione comunale pagherà 7,50 euro a tonnellata per il conferimento in discarica, cioè la tariffa minima. Per altri enti della provincia di Lecce, invece, la doccia è stata gelata e non per la temperatura invernale. Ed è di nuovo tempo di polemiche.

Come noto, l’incremento registrato in extremis nella percentuale di differenziata - dl 16,90 per cento al 22,78 - ha consentito al capoluogo salentino di evitare la scure dell’ecotassa che invece si è abbattuta, paradossalmente, anche sui comuni più virtuosi della provincia come Melpignano, Corigliano, Cursi, Zollino, Carpignano Salentino e Castrignano de' Greci dove invece la tariffa sarà massima (25 euro). L’applicazione della tassa implica la maggiorazione dei tributi locali ed ha quindi una ricaduta diretta sulle tasche dei cittadini. Il vero problema è nel sistema di raccolta, che è di competenza dei Comuni, e nel ciclo di smaltimento che compete alla Regione.

“Posso dire a buona ragione – ha commentato l’assessore all’Ambiente del Comune di Lecce, Andrea Guido, che ha vinto il gioco di squadra. Ecco perché ci tengo a ringraziare tutti per il significativo risultato conseguito: le scuole, le caserme, gli ospedali, gli uffici pubblici, le parrocchie, la casa circondariale Borgo San Nicola e i numerosissimi cittadini che ogni giorno hanno offerto la loro preziosa collaborazione per spingere la raccolta differenziata dei rifiuti. Ma anche gli operatori delle aziende Ecotecnica ed Axa che si occupano della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti che, pur con grandi sacrifici, hanno consentito di raggiungere l’obiettivo che si era prefissato l’amministrazione comunale”.

Dai centri dell’Aro 5 invece giungono parole di delusione e propositi di ricorso. Ada Fiore, sindaco di Corigliano d’Otranto, ha sottolineato che i sei comuni interessati  “effettuano la raccolta di ogni frazione monomateriale, separano in forma sperimentale la frazione umida da quella indifferenziata; hanno ricercato con gare ad evidenza pubblica impianti di compostaggio cui destinare la frazione organica, hanno utilizzato tutte le risorse messe a disposizione dalla Regione Puglia per incrementare e sensibilizzare la cittadinanza e le comunità alla raccolta differenziata collettiva; hanno istituito case dell'acqua per ridurre la produzione di plastica, hanno installato ecocompattatori per trovare formule premianti per i consumatori”.

“Oggi, delusi più che mai – ha concluso il primo cittadino -  impugneremo l'atto dirigenziale per l'evidente ingiustizia operativa che vede premiare amministrazioni lente nell'adempimento di obblighi e  penalizzare chi ha fatto della raccolta differenziata una battaglia etica in nome della tutela delle risorse ambientali e idriche nell'ambito del territorio salentino”.

La pubblicazione della determina dirigenziale che stabilisce l’entità dell’ecotassa, comune per comune, hap provocato la reazione di molti esponenti della politica regionale, da Erio Congedo, di Forza Italia, a Salvatore Negro dell’Udc, fino a Sergio Blasi, del Pd, la prima forza della maggioranza al governo della Puglia: “La Regione – ha commentato l’ex sindaco di Melpignano - deve valorizzare gli sforzi di quelli che differenziano, a partire da casa propria, i rifiuti. Invece Nicastro gli sta dicendo che è inutile differenziare. Che non serve a risparmiare.  Poi c’è l’altro aspetto paradossale di questa vicenda. Questi Comuni, la cui responsabilità è la raccolta, vengono penalizzati economicamente perché l’Oga e la Regione non sono state capaci di costruire un impianto di compostaggio, quindi di fare il proprio dovere, che è organizzare lo smaltimento. Siamo all’impazzimento di ogni logica di corretta collaborazione istituzionale. Non possiamo far ricadere il peso dei fallimenti di Oga (e del suo presidente Paolo Perrone) e Regione (dell’assessore Nicastro) sulla testa dei comuni e dei cittadini virtuosi”.

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