Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Il caso parcheggio del "Panico" alimenta il focolaio dello scontro politico

Il dissidente Guerino Alfarano, che a giugno aveva rotto con il sindaco, torna sulle accuse per presunto confiltto d'interessi

TRICASE – Non si placa la controversia a Tricase dopo i sequestri nel cantiere del nascente parcheggio per i dipendenti dell’ospedale “Panico”. Nelle ultime ore lo scontro s’è fatto soprattutto di natura politica, perché fra i segnalati dai finanzieri alla magistratura, come noto, c’è il sindaco Antonio Francesco Coppola, in qualità in questo caso d’ingegnere progettista e direttore dei lavori. E dopo varie prese di posizione (ultima, quella del circolo del Pd, che accusa la minoranza a Palazzo Gallone di avvelenare il clima), arriva la voce di un aperto dissidente, Guerino Alfarano.

A metà giugno aveva già fatto esplodere un caso, annunciando le dimissioni da presidente della prima commissione consiliare in aperta polemica con il sindaco per questioni sia di natura amministrativa su determinate scelte, sia politiche. “Quando in maggioranza avanzavo i miei forti dubbi sulla triplice figura di Coppola, venivo quasi preso in giro”, ricorda Alfarano, in riferimento al presunto conflitto d’interessi, già stigmatizzato da lui e da Nunzio Dell’Abate, Gianluigi Forte, Vito Zocco e Pasquale Scarascia nei giorni scorsi.

Quando poi sono giunte in Comune le prime note a firma dell’Ispettorato della funzione pubblica, con allegate le indagini svolte dalla Guardia di ginanza di Roma, che contestavano l’illegittimità della rilevante attività professionale d’ingegnere espletata dal dipendente/sindaco Coppola – accusa -, ho chiesto conto ma mi è stato risposto di farmi i fatti miei e che comunque erano tutte fandonie”.

“Ora, a distanza di tempo, il paradosso grande quanto una casa che un dipendente comunale, nonché sindaco, faccia l’ingegnere a Tricase è emersa in maniera esponenziale in quanto l’ingegnere Coppola è stato indagato per non aver titolo edilizio in uno dei cantieri che dirige”, ricorda. “Ma – si chiede - l’incompatibilità e l’evidente conflitto di interessi erano da tempo sotto gli occhi di tutti e ancora non mi capacito come mai chi doveva intervenire non è intervenuto”.

“L’unica cosa che mi rattrista è stato il coinvolgimento del “Cardinale Panico”, ormai divenuto polo di eccellenza nel panorama sanitario, e della persona che lo dirige – aggiunge -, che meritano ben altre menzioni sulle testate giornalistiche. Ma di questo, come del disonore gettato sull’intero paese, il sindaco-dipendente comunale-ingegnere deve fare mea culpa”. tanta mea culpa”.

Per Alfarano una “pessima figura” che forse nemmeno “le dimissioni da direttore dei lavori del cantiere e forse neppure da sindaco possono compensare”. E invoca l’apertura di un nuovo capitolo per rilanciare a Tricase temi su occupazione, servizi ed economia.

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