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Matteo Centonze.

Matteo Centonze.

Centonze: "Altro che allarmismo, tutti ora cavalcano la questione sicurezza"

Con l'intervista al giovane esponente di CasaPound si chiude la serie riservata ai candidati alla carica di primo cittadino. Al voto mancano due giorni

LECCE – Tra i sei candidati in corsa per la carica di primo cittadino di Lecce c’è Matteo Centonze, esponente del movimento CasaPound che per la prima volta si presenta alle amministrative del capoluogo salentino. Con questa intervista si conclude il giro finale

La campagna elettorale obbliga a battere la città palmo a palmo. Quali sensazioni personali ne ha ricavato e quali esigenze collettive le pare di aver raccolto?

Le attività sociali, culturali, politiche di CasaPound ci portano ad avere un rapporto costante con la città, in particolare con le periferie. In questi giorni abbiamo avuto conferma di quanto ascoltiamo da anni: un senso di precarietà permanente, in diversi ambiti, la paura di vivere senza certezze.

Alla luce di quanto sopra, c’è qualche iniziativa che aggiungerebbe alla sua agenda politica? Si rimprovera qualcosa?

Si può sempre fare di più, c’è il dubbio che il proprio programma, l’idea di città che si vuole promuovere non sia stata recepita da tutti. In campagna elettorale, però, l’aspetto economico non è secondario e chi, come noi di Cpi, ricorre esclusivamente all’autofinanziamento finisce con l’essere penalizzato.

La diffidenza nei confronti della classe politica è un fatto nazionale, e non solo. Si avverte anche in una dimensione di prossimità, quale quella delle amministrative, questa distanza?

L’impressione è che si avverta di meno. Le amministrative accorciano la distanza fra candidato ed elettore, e questo porta a riporre maggiore fiducia nell’interlocutore politico.

La domanda sulle priorità nei primi cento giorni di governo è scontato. Poniamo allora la questione degli atti dell’amministrazione uscente che ritiene dannosi o insufficienti o comunque migliorabili

Si è fatto poco per la sicurezza: siamo stati spesso criticati per aver creato un allarmismo ingiustificato, si è detto che CasaPound cavalcava il discorso sicurezza per scopi propagandistici. Nell’ultimo mese, purtroppo, il problema è esploso nella sua gravità e complessità e, oggi, molti pretendono di farne un cavallo di battaglia. Compresi molti rappresentanti dell’amministrazione uscente.

Emergenza abitativa: Salvini ha auspicato, proprio qui a Lecce, che si dia la priorità ai residenti da un decennio. Cosa ne pensa al proposito?

Bisogna azzerare tutto, in dieci anni cambiano troppe cose, c’è chi ha trovato lavoro, chi l’ha perso, minori che sono diventati maggiorenni e anziani deceduti. Occorre redigere un nuovo regolamento per le graduatorie, censire gli abusivi, regolarizzare gli affidatari provvisori, rivedere i canoni di affitto. Chi pensa di semplificare il tutto mente e specula sulle disgrazie di centinaia di famiglie leccesi.

Trasporti: il filobus si smonta o si rende più efficiente?

Il filobus è parte integrante del sistema della mobilità, non può essere considerato un mezzo avulso. Per quanto contrari all’opera cercheremmo di renderlo efficiente, in città con caratteristiche simili a Lecce, come Nizza per esempio, funziona. Se l’opera di “adattamento” non dovesse funzionare provvederemmo alla rimozione.

Il litorale resta la terra delle promesse troppo spesso mancate, che però si rinnovano a ogni scadenza elettorale. Perché stavolta dovrebbe essere diverso?

Perché c’è un Piano Regionale delle Coste da sfruttare per ripensare lo sviluppo delle nostre marine. Molto dipende da chi amministrerà la città, con CasaPound abbiamo immaginato di unire in un percorso comune ogni luogo di interesse urbanistico, architettonico, rurale, all’interno del feudo di Lecce.

Anziani e bambini, due fasce di popolazione di cui la città non sembra particolarmente amica. Come invertire la rotta, realisticamente?

A queste due categorie ne aggiungiamo una terza: i disabili. Lecce deve diventare accogliente per i propri cittadini, prima di avere la pretesa di essere una città a vocazione turistica e culturale. Il primo passo è rendere mezzi e uffici pubblici accessibili a tutti, ci sono fondi comunitari destinati a queste finalità che permettono interventi importanti senza pesare sulle casse comunali. Per i bambini abbiamo previsto nel nostro programma l’integrazione della normale attività scolastica con corsi di cucina, teatro e attività sportive, con finalità ludico – formativa. Immaginiamo orti biologici all’interno delle scuole e il teatro Apollo come casa delle attività culturali aperta a tutte le associazioni cittadine.

Lecce non è solo centro storico, ma lì vi è un problema di delicato equilibrio tra movida e residenti. Come se lo immagina sotto la sua azione di governo?

Lecce è una città che cambia ciclicamente i propri luoghi di ritrovo. Pier Vittorio Tondelli nel suo “Un weekend postmoderno” descriveva i giovani leccesi degli anni ’80 come paninari frequentatori di bar e rosticcerie nella zona di Piazza Mazzini. Poi è arrivata la generazione dell’Alaska e del Beck’s, dopo l’Euro Bar e l’Orient, oggi c’è la movida del centro storico già proiettata verso Porta Napoli e viale Taranto. Mettiamo i commercianti nelle migliori condizioni per poter lavorare, lasciamo scegliere ai ragazzi i loro luoghi di ritrovo e con i residenti medieremo e troveremo soluzioni in base alla zona della città interessata.

La città con gli anni prende consapevolezza del suo potenziale in termini di capacità di attrarre visitatori. Eppure per aprire le chiese o dare continuità alle attività nei poli culturali si fa ancora una gran fatica. Come mettere finalmente a sistema cultura, turismo e divertimento?

Togliendo gli universitari da quei noiosi e poco produttivi tirocinii nelle biblioteche, ricollocandoli fra la gente, per strada, tra i monumenti, a dispensare conoscenze, freschezza e gioia di vivere!

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