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Migranti, Mellone propone il "modello Boncuri". Ma i sindaci snobbano l'incontro

Il sindaco di Nardò promuove la sinergia con Diritti a Sud: "Pratiche virtuose contro le forze politiche che speculano sulla paura"

A destra, il sindaco di Nardò.

LECCE – C’è un sindaco di destra che nel suo intervento davanti ad altri amministratori salentini usa l’espressione “fratelli migranti” e che indica nei “modelli virtuosi la riposta a certe forze politiche che speculano sulle paure dei cittadini”.

E’ lo stesso che mesi addietro ha affidato all’associazione Diritti a Sud, impegnata in prima linea nell’accoglienza e nel sostegno dei lavoratori stagionali, la gestione di Masseria Boncuri, dove Yvan Sagnet nel 2011 lanciò il primo sciopero contro il sistema perverso del caporalato che implica la violazione non solo dei diritti economici, ma anche di quelli umani più elementari.

Pippi Mellone, primo cittadino di Nardò, è così soddisfatto del risultato raggiunto nella prima fase del suo mandato che ha prorogato la convenzione per altri tre mesi, come preludio di un vero e proprio paradigma operativo da proporre per le politiche migratorie: “L’associazione si è distinta tra l’altro sul territorio con il marchio di agricoltura etica Sfruttazero. E’ nelle nostre intenzioni, e anche della Regione, fare della masseria il fulcro del piano di accoglienza per il 2017 perché riteniamo sia uno spreco prendere in affitto dei terreni, come fatto in passato, a 16mila euro per pochi mesi”.

Se Masseria Boncuri ha dunque tutte le carte in regola per diventare finalmente un modello di best practice, è chiaro che la questione va ben oltre il numero di persone che in quell’immobile possono essere ospitate: “Ogni anno – spiega il sindaco - nel periodo di massimo flusso sono circa 300 i lavoratori che hanno come base Nardò, l’emergenza ha un costo che non può essere sostenuto dalle amministrazioni. I datori di lavoro devono almeno in parte contribuire alle spese. Stavolta puntiamo non a montare tende, ma almeno a posizionare container climatizzati. Abbiamo già fatto una riunione a gennaio e siamo certi di avere nella Regione Puglia un interlocutore credibile”.

Mellone ha raccontato la sua esperienza ai colleghi amministratori riuniti a Palazzo dei Celestini nell’ambito degli incontri preliminari al Piano triennale delle politiche per le migrazioni che la Regione Puglia intende approntare entro la primavera prossima.

Stefano Fumarulo, dirigente regionale per le Politiche delle migrazioni, ha esposto i risultati dell’incontro del 9 febbraio, sempre a Lecce, con cittadini, associazioni, sindacati ed enti che operano nel settore dell’immigrazione. L’obiettivo è farne una sintesi con il punto di vista degli enti locali perché “è evidente che senza i territori è difficile pianificare politiche applicabili” e trovare con loro strumenti efficaci come i piani operativi nazionali per la legalità che vincolano il finanziamento per il recupero di beni sottratti alla criminalità, ma anche semplici beni pubblici non utilizzati, all’accoglienza dei migranti.

La Puglia, che è certamente una regione di frontiera, non sopporta carichi particolarmente onerosi del fenomeno migratorio: al 31 dicembre 2015, infatti, risultano essere residenti nella nostra regione 122.724 cittadini stranieri, con un’incidenza del 3 per cento sulla popolazione totale (al di sotto della media del Sud Italia 4,0 e lontano da quella nazionale 8,3). In Puglia è presente il 2,4  per cento del totale degli immigrati residenti in Italia. 

Va tutto bene dunque? Nemmeno per sogno, come ha dimostrato l’intervento del sindaco di Lequile, Antonio Caiaffa che ha raccontato come alcuni suoi concittadini gli abbiano strappato in faccia la propria carta di identità mentre si discuteva della necessità di trovare case vuote da destinare ai beneficiari dei programmi di accoglienza: “Bisogna fare campagne di sensibilizzazione”, ha suggerito il primo cittadino e certamente torto non ha, considerando che all’incontro odierno, al quale erano invitate tutte le amministrazioni della provincia, hanno partecipato solo 18 Comuni: Andrano, Casarano, Cavallino, Gagliano del Capo, Gallipoli, Lequile, Martano, Miggiano, Muro Leccese, Nardò, Ortelle, Sanarica, Sogliano Cavour, Squinzano, Supersano, Taurisano, Trepuzzi, Uggiano La Chiesa. 

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