Piano delle coste: nove lotti in più in aree di erosione, ma per lidi sostenibili

Dopo i tanti incontri pubblici, illustrata la proposta finale dell'amministrazione. Concessionari obbligati a condividere il monitoraggio del litorale, aggiornamento triennale in base agli esiti

Carlo Salvemini e Rita Miglietta.

LECCE - L'erosione costiera come fattore dinamico per la gestione intelligente del litorale e non testa di ponte per la mortificazione degli stabilimenti balneari esistenti, come le associazioni di categoria vanno ripetendo da tempo.

L'amministrazione comunale di Lecce, nel presentare gli aggiornamenti del Piano delle coste dopo otto incontri pubblici con i portatori di interesse e i cittadini, ha illustrato oggi una versione defintiva che per il sindaco, Carlo Salvemini, "azzera le considerazioni che in modo anche malaccorto sono state fatte contro il processo partecipativo che, primi in Puglia, abbiamo garantito e di cui, come vedete, teniamo conto". 

Partendo dalla premessa che oggi sono vigenti 25 concessioni per stabilimenti (altre tre sono decadute per varie ragioni), la proposta elaborata dall'assessora alle Politiche Urbanistiche, Rita Miglietta, e dai tecnici che hanno curato la pianificazione, prevede - oltre ai 17 già programmati - ulteriori lotti concedibili per stabilimenti balneari, ma questa volta tutti in aree soggette a erosione, tranne uno: sei si trovano sul litorale di San Cataldo, due tra Spiaggiabella e Torre Chianca e una a Torre Rinalda. Solo in parte queste modifiche si sovrappongono a stabilimenti attualmente esistenti.

Ci sono però due condizioni che devono verificarsi perché questi lotti possano essere effettivamente concessi: la prima è il via libera della Commissione Vas (Valutazione Ambientale Strategica) e degli enti sovraordinati (Regione, Soprintendenza, Autorità di Bacino), perché non è il Comune il titolare esclusivo delle decisioni in materia. La norma regionale, infatti, esclude la concessione per tratti di litorale soggetti a elevata erosione (4 chilometri su 25, oltre a 13 preda di erosione di medio livello). Si tratterebbe dunque di una deroga che, ha spiegato Salvemini, l'amministrazione si assume la responsabilità politica di chiedere rivendicando allo stesso tempo il diritto alla pianficazione nell'interesse generale.

La seconda condizione, ottenuto il via libera, è che il concessionario rispetti l'obbligo di realizzare opere di mitigazione ambientale (ricostituzione delle dune, riqualificazione del paesaggio ed eliminazione delle strutture più invasive) e condurre puntualmente azioni di monitoraggio: è quest'ultimo lo strumento individuato per responsabilizzare le iniziative private elevandole a ruolo di sentinella di un fenomeno di per sé in costante evoluzione: spesso - ed è facile notarlo - all'avanzamento del mare su un tratto di costa esposto in una certa maniera, corrisponde l'arretramento su un tratto poco distante, ma esposto diversamente. In questo modo si intende garantire la possibilità di fare impresa, fornendo servizi non solo alla balneazione ma di vigilanza ambientale. 

Il Comune è già da tempo al lavoro per stipulare un accordo con la Regione per definire i dettagli operativi del monitoraggio che per l'assessora Miglietta è sempre stato una sorta di mano tesa nei confronti di chi tacciava il piano di eccessi ideologici. Gli esiti dei controlli della linea di costa, aggiornati con cadenza triennale, serviranno a far comprendere come evolve l'erosione e a rimodulare, se necessario, il regime delle concessioni: per assicurare una compensazione a seguito di evntuali variazioni, dieci lotti che nella prima proposta erano destinate a spiagge libere con servizi, vanno a costitutire una sorta di fondo di riserva. Non risulta in questo modo alterato il rapporto, previsto nell'ambito del contesto normativo, tra spiagge in concessione e spiagge totalmente libere. 

"Il piano delle coste - ha commentato Rita Miglietta -  è uno strumento dinamico e flessibile che deve avere la capacità di assestarsi sui mutamenti delle dinamiche costiere; per questo abbiamo definito un meccanismo di attivazione e congelamento dei lotti concedibili in funzione degli esiti del monitoraggio. Le modifiche riguardano in totale la revisione di 10 lotti concedibili, non alterano l'equilibrio del piano e la sua visione multifunzionale per usi non solo balneari, ma anche sportivi, naturalistici e culturali". Oltre alle concessioni sono previsti lungo il litorale del capoluogo 13 chioschi, nove ambiti di divulgazione (itinerari naturalistici), quattro strutture sportive, due per giochi acquatici e nove corridoi di lancio.

Va precisato, ha ricordato il sindaco, che la concedibilità dei lotti è un tema legato alla pianificazione, distinto dunque da quello della proroga delle concessioni esistenti, sul quale gli operatori battono continuamente: su quest'ultimo punto è anzi stata diramata nella giornata id lunedì una circolare del direttore generale del Ministero dei Trasporti che precisa come la  norma che dispone la proroga automatica delle concessioni fino al 2033 - prevista dalla legge di bilancio del 2018 - debba essere disapplicata perché in evidente e accertato contrasto con il diritto comunitario (su questa vicenda si riferisce a parte). 

Ulteriori novità

Grazie all'avvenuta condivisione con l'Autorità di Bacino di una nuova carta idrogeomorfologica del territorio leccese, l'aggiornamento del piano recupera anche l'agibilità di una concessione esistente tra Frigole e Torre Chianca, in località Montegrappa, prevedendo la riduzione della fascia di rispetto dai corsi d'acqua perché i canali di bonifica della zona non sono risultati a rischio di inondazioni e allegamenti: questa rassicurazione consente la richiesta di una deroga rispetto a quanto dettato dalla legge regionale. Inoltre, alla Foce dell'Idume, a Torre Chianca, si potrà attrezzare con servizi una spiaggia libera grazie all'aumento della linea di costa utile. 

Accogliendo le osservazioni dell'Ente Parco Regionale di Rauccio, infine, il piano comunale delle coste prevede la concessione di una spiaggia libera con servizi nell'area della riserva e la conferma di uno stabilimento tra Torre Chianca e Torre Rinalda. Per il doveroso passaggio in giunta, si deve ora attendere il via libera della Comissione per la Valutazione Ambientale Strategica.

Una volta adottato, il piano sarà poi inviato alla Regione. In questa seconda fase l'amministrazione intende inserire una ulteriore proposta, quella di un accordo con la Soprintendenza per consentire agli operatori il mantenimento dei manufatti, con specifiche tecniche tassative, sulle spiagge in concessione al fine di garantire un presidio costante per le azioni di monitoraggio. Alla conferenza stampa era presente anche il vice sindaco, Alessandro Delli Noci che ha sottolineato come, per l'amministrazione leccese, la partecipazione non sia un slogan elettorale ma un metodo di governo. In platea, tra cronisti e amministratori comunali, anche alcuni operatori balneari.

Qui è possibile scaricare tutta la documentazione sul piano delle coste e sul dibattito pubblico

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