Politica

Pd, Piconese mostra il cartellino giallo: "Bellanova e Capone, stop interferenze"

Sempre più alto il livello dello scontro sull'imminente congresso. Per il candidato, i deputati in questione vorrebbero farlo saltare appellandosi agli errori nella distribuzione delle tessere. La commissione nazionale si esprimerà martedì

Il secondo da sinistra è Salvatore Piconese.

LECCE – “C’è stato un tentativo, grave e antidemocratico, di far saltare il congresso a Lecce”. Le parole che Salvatore Piconese affida alla sua bacheca su Facebook vanno dritte al cuore della questione che sta agitando in questi giorni il Partito democratico salentino. Dandone una lettura molto politica che finisce con una richiesta rivolta a Salvatore Capone e Teresa Bellanova, deputati, quella di evitare “l’intromissione nell’attuale fase di preparazione al congresso”.

Come noto, un altro dei candidati alla segreteria provinciale, Alfonso Rampino, mercoledì scorso ha segnalato delle anomalie nella distribuzione ai vari circoli per il tesseramento 2013, fondamentale per le sorti del congresso dell’8 novembre. I dubbi sono stati sostanzialmente confermati da una circolare che la presidente della Commissione di garanzia, Sandra Giammarruto, ha diramato ai segretari di circolo e ai quattro candidati. In corsa, infatti, ci sono pure Vincenzo Toma ed Edoardo Santoro. Tanto che è stato chiesto l’intervento degli organi di livello superiore: il responsabile nazione per il congresso, il deputato Davide Zoggia, è al corrente di tutto, avendo ricevuto una dettagliata relazione dal Salento.

Da ieri si rincorrono voci su una imminente sospensione del congresso, ma il nodo verrà sciolto definitivamente martedì: le pressioni sono forti perché in gioco ci sono equilibri consolidati in una sorta di effetto domino che parte dalla corsa alla segreteria provinciale e arriva fino alle elezioni regionali – che per molti saranno anticipate - passando per le europee di primavera. Il Pd si conferma, in questa vicenda, aggregazione di correnti e i confini che separano i leader nazionali spesso si trasformano in intrecci nei vari territori: non è un caso che tre dei quattro candidati salentini siano apertamente sostenitori di Gianni Cuperlo.

La macchina congressuale è comunque già in moto: domani sono in programma le prime assemblee di circolo in provincia di Lecce e così via fino al 3 novembre. Zoggia ha quindi chiesto alle commissioni regionale e provinciale di garantire insieme il corretto svolgimento delle operazioni con l’adozione di alcune tassative prescrizioni in modo da precludere una partecipazione poco trasparente.

capone2012 001-5Si è compreso però che le anomalie non sono solo relative al Salento, ma riguardano gran parte del territorio regionale. Il problema del tesseramento, in Puglia, è particolarmente rilevante perché il regolamento stabilito il 4 ottobre dalla direzione regionale – pare l’ unico in Italia -  prevede l’elezione al primo turno del candidato che abbia conseguito la maggioranza dei voti nelle assemblee di circolo e, solo nell’eventuale ballottaggio, di quello che ha dalla sua il maggior numero di delegati all’assemblea provinciale.

Come ogni querelle“democratica” che si rispetti, ci sono valutazioni divergenti: se i sostenitori di Rampino, Toma e Santoro ritengono che in ballo ci sia la credibilità stessa del partito, l’entourage di Piconese, che ha lanciato la sua candidatura già nella scorsa primavera, parla di eccessivo allarmismo. I componenti della commissione di garanzia a lui riconducibili – Francesco Volpe, Ettore Bambi e Angelo Fachechi – nel riconoscere un’oggettiva ma “superabile” difficoltà, rassicurano sullo svolgimento dell’attività di tesseramento: “In commissione – scrivono in una nota - nessuno ha mai discusso o immaginato che da tale criticità potesse essere dedotta una decisione di blocco o rinvio del Congresso. La commissione, nella fase attuale ha tutti gli strumenti per monitorare l’attività del tesseramento e delle assemblee , e con la collaborazione dei segretari di circolo far svolgere normalmente il congresso”.

Non si fa attendere la risposta a Piconese da parte di Capone e Bellanova: "Noi è con noi che bisogna discutere dell’allarme tessere - scrivono i due parlamentari -, ma con la commissione di garanzia, che peraltro ha riconosciuto un vulnus nella presenza di 16mila tessere in giro sul territorio salentino. E’ probabile che nelle fasi precongressuali saltino i nervi ai candidati in campo, e magari vengano usate frasi a sproposito con effetto spettacolare. A chiunque consigliamo nervi saldi, e tranquillità, nell’interesse di tutti. Per quel che ci riguarda, speriamo che nessuno voglia considerare una intromissione quando ci recheremo a votare".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Pd, Piconese mostra il cartellino giallo: "Bellanova e Capone, stop interferenze"

LeccePrima è in caricamento