Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica

I sindaci: "Il presidio sia luogo di confronto pacifico e democratico"

Gli amministratori prendono posizione dopo i danneggiamenti alla masseria fortificata che si trova a pochi metri dal cantiere di Tap: "Astenersi da azioni che compromettono l'impegno profuso"

Una recente foto di alcuni sindaci all'ingresso del cantiere.

MELENDUGNO – I sindaci del Salento, alcuni dei quali hanno partecipato in prima linea ai giorni più caldi della mobilitazione contro il gasdotto, prendono posizione sui danneggiamento al muro di cinta della masseria San Basilio, una parte del quale è stata abbattuta per metter su blocchi stradali in modo da impedire il transito e l’avvicinamento al cantiere Tap dei veicoli.

L’episodio ha prodotto la reazione del Comitato No Tap, alla quale si è aggiunta quella dei primi cittadini che con una lettera indirizzata al presidente della Repubblica avevano chiesto nei giorni scorsi lo stop dei lavori preliminari al cantiere per il tunnel in attesa di un chiarimento del quadro autorizzativo e procedurale. Di ieri, poi, l’accoglimento da parte del Tar Lazio della richiesta di sospensiva avanzata dalla Regione Puglia: dunque fino al giorno della camera di consiglio, fissata al 19 di aprile, le attività di Tap saranno in stan by.

“Le immagine e le fotografie circolate nelle ultime ore e che riguardano la zona del Presidio No Tap - hanno scritto i sindaci - non possono che amareggiarci. Fin dal primo momento abbiamo sostenuto in tutte le sedi le ragioni del Comitato No Tap e dell’amministrazione comunale di Melendugno, che da sei anni è sentinella del territorio e presidio di legalità”.

Abbiamo manifestato il nostro dissenso verso il progetto del gasdotto Tap, a mani nude e braccia alzate, pacificamente, civilmente e democraticamente, insieme alle nostre comunità, rappresentate da centinaia di donne, uomini, ragazzi, anziani. Auspichiamo fortemente che le manifestazioni possano continuare a svolgersi con gli stessi toni e modalità finora avute, invitando tutti coloro che ancora vorranno dare il loro contributo a questa battaglia, ad astenersi dal compiere azioni che potrebbero compromettere tutto l'impegno finora profuso a salvaguardia del paesaggio e della tradizione democratica delle intere comunità del Salento”.

“Confidiamo nel buon senso di tutti e invitiamo i cittadini delle aree interessate a non perdere di vista l'obiettivo che rimane quello di contrastare il progetto della Tap. Il presidio resti il luogo del confronto democratico e pacifico, aperto alla partecipazione di tutti”.

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