Sabato, 31 Luglio 2021
Politica

Grattino scaduto, la multa resta. Il sindaco concede solo 15 minuti di tolleranza

Ennesima discussione in consiglio comunale: l'amministrazione, forte del parere del settore Avvocatura, continua a ritenere la sosta prolungata oltre il tempo indicato dal ticket una violazione amministrativa e non contrattuale

LECCE – La giunta ha deciso di non decidere, rimanendo di fatto dove è sempre stata da quando si discute della modalità di sanzione per il grattino del parcheggio scaduto. Durante il consiglio comunale di questa mattina il sindaco, Paolo Perrone, ha infatti annunciato che Lecce farà come altre città, ma del resto come ha sempre fatto, concedendo 15 minuti di tolleranza ai conducenti distratti. Dopo di che scatterà la sanzione amministrativa prevista dall’articolo 7 del Codice della strada nella parte che riguarda il divieto di sosta. Un quarto d’ora di tregua, insomma, o “accademico” come lo ha definito sarcasticamente il consigliere dell’Udc, Luigi Melica.

Sulla questione è da tempo in atto uno scontro a suon di pareri, mozioni, interventi e le scuole di pensiero sono ben delineate. Quella alla quale si attiene l’amministrazione comunale, e da ultimo corroborata da un parere del 20 giugno della dirigente del settore Avvocatura, Maria Luisa De Salvo, ritiene che il superamento del limite temporale indicato dal ticket integri una la fattispecie di una violazione delle norme di circolazione. Rifacendosi, in questo convincimento, alcune sentenze della Corte di Cassazione e della Corte dei Conti.

Molti altri, invece, ritengono che la multa sia illegittima: trattandosi di un contratto tra la concessionaria del servizio di parcheggio e il conducente, si dovrebbe procedere alla richiesta di integrazione di quanto dovuto per l’effettiva durata della sosta e non certo ad una sanzione di tipo amministrativo che certo produce un incasso molto superiore per gli enti e non è un caso che l'associazione dei Comuni sia tutta attestata dalla stessa parte. 

Anche oggi, l’ex assessore alla Mobilità, Giuseppe Ripa, e consigliere comunale di Nuovo Centro Destra, ha richiamato la posizione consolidata da tempo dei ministeri dell’Interno e delle Infrastrutture: deve essere il Comune a regolamentare la sosta, ed è necessaria una delibera per le penali o sanzioni, che comunque non possono mai essere vessatorie. Per i dicasteri non può in ogni caso essere elevata una contravvenzione per divieto di sosta perché ciò non è previsto dal Codice della strada.

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