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Nardò Technical Center: il piano di espansione e il malcontento per gli espropri

Il gruppo Porsche ha previsto un importante investimento per interventi di adeguamento o di nuova realizzazione. Previste anche opere di pubblico interesse, ma è necessario prima acquisire ulteriori 278 ettari da diversi proprietari per un valore stimato in 4,5 milioni di euro

NARDÒ/PORTO CESAREO – L’iter preliminare per l’attuazione del piano di sviluppo industriale della Nardò Technical Center – leader nell’attività di collaudo delle auto e dei veicoli a motore in genere - è giunto a un punto nodale: con il recapito degli avvisi di esproprio, necessario per realizzare le opere di pubblico interesse, i malumori di alcuni proprietari dei fondi agricoli interessati dall’operazione sono stati raccolti da due consiglieri regionali, Paolo Pagliaro de La Puglia domani (nonché presidente del Movimento Regione Salento) e Cristian Casili del M5S.

Il malcontento è dovuto essenzialmente alla consistenza dell’indennità di esproprio che è stata parametrata sulla base della dichiarazione di pubblica utilità resa dalla Regione Puglia in adesione a specifica richiesta della Ntc, che dal 2012 è controllata dal gruppo Porsche.

Il piano industriale prevede, con investimenti stimati in circa 80 milioni di euro, l’adeguamento e il rifacimento di alcune delle piste esistenti, la realizzazione di altre nuove (in totale saranno 17 contro le 10 attuali) e la costruzione di fabbricati per ospitare laboratori, uffici, mense e servizi connesse con le attività di prova dei veicoli a motore (auto, moto, camion). L'obiettivo è quello di mantenere la leadership a livello mondiale rispondendo alle necessità di innalzamento degli standard di sicurezza e di ricerca, con particolare attenzione ai processi di automazione.

Per sviluppare questo piano è necessario apportare alcune varianti urbanistiche agli strumenti pianificatori dei comuni di Nardò e Porto Cesareo, nei cui territori ricade il sito, e le opere di pubblico interesse che il privato si incarica di portare a termine rappresentanto la compensazione per le modifiche che devono essere introdotte. Ma per realizzarle bisogna prima procedere all’esproprio: per il primo comune sono 2 milioni e 191mila i metri quadrati interessati, per il secondo sono poco meno di 595mila. Le indennità sono state calcolate tenendo presente i seguenti valori di mercato in relazione al territorio e alle contrattazioni fatte: 1 euro al metro quadro per il pascolo; 1,50 per il seminativo, 2 per l’uliveto e 3 per il vigneto. In sostanza il preventivo è di un esborso di 4 milioni e 250mila euro.

Nel dettaglio le opere considerate di pubblico interesse sono un centro di elisoccorso attrezzato con strutture sanitarie annesse, che potrebbe essere integrato nel sistema sanitario regionale, per fronteggiare le emergenze e garantire la sicurezza sanitaria con particolare riferimento al Salento; opere di rinaturalizzazione e forestazione, sia in aree di proprietà della Ntc sia nelle ulteriori aree da acquisire; realizzazione di un centro visite polifunzionale, completo di attrezzature audiovisive e multimediali, con la riqualificazione di edifici esistenti, da mettere a disposizione della Riserva regionale orientata Palude del Conte e Duna Costiera; corridoi ecologici connessi a itinerari ciclopedonali ai fini di uno sviluppo turistico eco-compatibile.

Né Casili né Pagliaro, però, sembrano convinti della bontà dell’operazione: “Ho sempre manifestato apprezzamento per gli investimenti tecnologici apportati dalla Ntc sul nostro territorio - spiega il primo che ha chiesto di tenere audizioni nelle competenti commissioni consiliari, ma mi lascia alquanto perplesso l’atteggiamento di tutti gli enti coinvolti, Regione in primis, circa il possibile esproprio dei terreni per opere di ‘interesse pubblico prevalente’. In questo angolo di territorio si registra la presenza di un importante nucleo di aziende zootecniche che si sono storicizzate negli anni, vista la vocazione della zona per la produzione di prodotti di altissima qualità. Vorrei comprendere da quando le attività zootecniche sono considerate meno rilevanti rispetto a un piano ambientale oggetto di opere di compensazione. C’è qualcosa che almeno al sottoscritto non torna”.

Più netto è Pagliaro: “È un vero atto di prepotenza – dice -, l’esproprio che incombe sulle aziende dell’area intorno alla pista di collaudo Porsche di Nardò. Non si può accettare che vengano spazzate via realtà produttive del territorio, sacrificandole ad un mega progetto di espansione privato ed esterno. Ho presentato un’interrogazione urgente al presidente Emiliano e agli assessori competenti, Delli Noci e Palese, per chiedere massima trasparenza su questa vicenda”. Prosegue il fondatore del Mrs: “Non basta la promessa di una riforestazione delle aree verdi incluse nella superficie da espropriare, a giustificare questo sopruso di cui chiedo conto nell’interrogazione urgente che ho presentato. Sono pronti a manifestare e ad alzare le barricate con i proprietari dei fondi, gli imprenditori e gli allevatori che vedono minacciato il loro sacrosanto diritto di proprietà”.

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