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Sabato, 13 Aprile 2024
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La chiamavano “serpe”: la sua colpa? Aver scoperto e segnalato operazioni sospette

Le due sovrintendenti della polizia locale oggetto dell’ordinanza notificata dalla guardia di finanza avrebbero condotto una vera e propria campagna contro l’allora responsabile dell’Ufficio verbali: nel settembre del 2015 passò ad altro incarico

LECCE - Nella notte tra il 27 e il 28 settembre del 2015, la Toyota Aygo di Luigianna Vizzi venne distrutta da un incendio, di chiara matrice dolosa.  Fu un mese oggettivamente difficile, quello, per l’allora tenente della polizia locale di Lecce: fino all’inizio di quello stesso mese, infatti, era stata responsabile dell’ufficio Verbali per poi essere trasferita all’ufficio Anagrafe, servizi Sociali e veicoli abbandonati (dove è rimasta fino a febbraio 2017).

A distanza di nove anni, le vicende che fecero da sfondo e, presumibilmente, anche da premessa per il suo spostamento sono affiorate, come un cetaceo sulla superficie del mare, nell’ordinanza applicativa di misure interdittive che è stata notificata oggi alle sovrintendenti Luisa Fracasso e Loredana Valletta, sospese per un anno dall’esercizio di qualsiasi attività relativa al loro ruolo: sarebbero infatti al centro di un sistema, ritenuto una vera e propria associazione a delinquere, finalizzato all’annullamento e alla manipolazione dei verbali di violazione del codice della strada in cambio di varie utilità e di consenso elettorale.

Va precisato, comunque, che di quell'episodio incendiario non sono mai stati individuati i responsabili mentre nel provvedimento firmato dal gip Silvia Saracino vi è un riferimento sommario.

In una chat intercorsa tra le due il primo giorno di settembre Vizzi veniva definita “serpe”. Nel marzo successivo, sempre utilizzando la messaggistica, Fracasso chiedeva alla collega – e secondo le ipotesi dell’accusa condivisa del giudice delle indagini preliminari, anche sodale – di insistere con l’allora assessore di riferimento, Luca Pasqualini, affinché venisse addirittura tolta la divisa alla Vizzi.

Queste conversazioni sono stata acquisite nel settembre del 2019 quando il Nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza sequestrò materiale di vario tipo, tra cui telefoni, in un’operazione che coinvolse, allora come oggi con Fracasso, Valletta anche Luca Pasqualini, Francesca Vallone e Antonio Finamore (compagno della Fracasso e consigliere comunale dal 2017 a oggi). Del resto entrambe le indagini sono come degli “spin-off” della più nota inchiesta sull’assegnazione di alloggi popolari in cambio di consenso elettorale (a breve è atteso il pronunciamento di primo grado).

Ma quale sarebbe stata la colpa di Luigianna Vizzi? Quella di opporsi alle condotte e alle richieste di Fracasso e Valletta, fino ad arrivare a una denuncia delle dinamiche sospette fatta al proprio comandante, il colonnello Donato Zacheo. Insomma, il tenente Vizzi si sarebbe dimostrata rigida rispetto alla possibilità di sistemare qualche pratica e, proprio in virtù di questa sua attitudine, era considerata un potenziale pericolo: in particolare, tra il febbraio e l’aprile del 2015 avrebbe scoperto false attestazioni nel sistema interno di gestione dei verbali relativamente ad alcune sanzioni comminate a un ex assessore comunale e ne avrebbe riferito al suo diretto superiore.

Vizzi, ai primi di marzo, aveva avuto modo di parlare anche con Pasqualini (anche perché assessorato e comando sono nello stesso edificio di viale Rossini), l’assessore in carica, evidentemente ignorando o sottovalutando il rapporto privilegiato tra l’esponente della giunta e le altre due. Dalle risultanze di una conversazione tra i tre, del 12 febbraio, era emersa la chiara volontà di conservare il controllo dell’Ufficio verbali e che, per mantenere salda questa posizione, Pasqualini avrebbe dovuto sollecitare l’intervento di Roberto Marti, allora deputato, per ottenere l’allontanamento della Vizzi, responsabile dell’ufficio (chiaramente non gradita).

È un dato di fatto che, se per Luisa Fracasso venne momentaneamente disposto un trasferimento ad altro ufficio tra febbraio e marzo, salvo poi essere reintegrata, per Luigianna Vizzi si stavano creando le premesse di un definitivo allontanamento dal ruolo che aveva ricoperto per circa 18 anni (attualmente è responsabile dell’Area di polizia amministrativa, commerciale, tributaria e di tutela ambientale) e che si convinse di lasciare per incompatibilità con lo scenario che si stava cristallizzando.

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