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Commutato il divieto di ritorno / Leverano

Furto nella scuola entrando dal tetto, inchiodato grazie alle telecamere

Un 30enne di Leverano arrestato dopo indagini dei carabinieri. L'irruzione qualche notte addietro nell'istituto "Geremia Re". E la situazione potrebbe aggravarsi, se fosse riconosciuto anche per altri episodi

LEVERANO – Non riusciva a stare lontano dalla sua Leverano e, in qualche modo, ci ritornava sempre, nonostante un divieto di ritorno gli fosse già costato alcune segnalazioni. Ma ora una giudice l’ha accontentato, se così si può dire: a Leverano dovrà restarci per forza. In casa propria. Perché per lui è scattato l’arresto ai domiciliari.

Luigi Davide Zecca, 30enne, è infatti ritenuto l’autore di un furto aggravato consumato ai danni dell’istituto comprensivo statale “Geremia Re” di via Libertà. Un furto in concorso, perché con lui, qualche notte addietro, avrebbe agito anche un complice rimasto al momento ignoto. Ma Zecca non è sfuggito alla morsa delle indagini dei carabinieri della stazione locale. Troppe ne ha già combinate, nel recente passato, così il suo volto non è passato inosservato nel momento in cui i militari hanno iniziato a setacciare tutte le telecamere della zona, a caccia di un dettaglio – anche il più piccolo – che potesse instradarli verso i responsabili.  

In due entrati dal tetto

Il furto in questione risale, per la precisione, all’una e mezza circa della notte di sabato 10 febbraio. A quell’ora, infatti, si era messo a suonare l’antifurto dell’istituto scolastico leveranese. In due si erano appena introdotti dal tetto, spaccando una catena e avendo accesso da lì alla scala interna, riuscendo poi a scardinare la cassa di un distributore automatico del caffè e a sottrarre qualche centinaio di euro.

I carabinieri si sono subito messi all’opera nelle ore successive, riuscendo a scovare diverse telecamere nelle vicinanze (l’istituto non n’è dotato) che hanno immortalato alcune delle fasi salienti, come l’ingresso nel cortile e la successiva fuga repentina. I due, la notte del furto, non avevano potuto sostare più del dovuto nell’istituto, visto che – come detto – l’allarme era entrato in funzione. Si erano quindi dovuti accontentare del bottino racimolato da quell’unico distributore.

Altre indagini in corso e precedenti

Zecca, ordinanza in mano della giudice Chiara Panico della secona sezione penale, che ha commutato il divieto di ritorno a Leverano in una misura cautelare più pesante, è stato rintracciato ieri mattina dai carabinieri e dichiarato in arresto. Ora si trova ai domiciliari, ma la sua posizione potrebbe aggravarsi qualora fosse ritenuto responsabile anche di altri furti avvenuti nell’ultimo anno, sempre nella “Città dei Fiori”.

Per esempio, quelli nella chiesa matrice Santissima Maria Annunziata e, poco dopo Natale, nella pizzeria Da Franco. PIù magari qualcun altro ancora. Non quelli, però, tentati nella folle notte del 19 ottobre scorso, sempre a Leverano, con danni ovunque, nell’ufficio di un’area di servizio, su un’autovettura parcheggiata e nella pizzeria Blue Star. Per quelli, è già stato indagato poco tempo dopo un cittadino straniero.

Tornando al 30enne, non è nemmeno un inedito, per lui, il furto negli istituti scolastici. Ce l’ha nel repertorio, visto che nell’aprile del 2021 s’introdusse in una scuola di Veglie, salvo essere arrestato in flagranza di reato dai carabinieri della stazione locale. Insomma, le scuole non gli portano bene. Per quell’episodio in seguito ha patteggiato un anno. E che il suo agire sia seriale (e impenitente), lo dimostra il fatto che già da ragazzo era finito nei guai per furti nelle abitazioni. 

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