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Cronaca San Cesario di Lecce

“Soldi e gioielli o ammazzo prima tua moglie”. Rapina in casa, quasi nove anni

Il verdetto, in abbreviato, a carico di un 32enne di San Cesario di Lecce. L'episodio risale al febbraio del 2022. Con passamontagna e coltello, spinse l'uomo per terra e poi minacciò la coppia, fuggendo con il bottino

LECCE – Otto anni, dieci mesi e venti giorni. È questa la sonora condanna inflitta dal giudice per le udienze preliminari Sergio Tosi a Mirko Fiordiso, 32enne di San Cesario di Lecce, per una rapina in abitazione avvenuta all’inizio dello scorso anno in una zona di campagna fra San Pietro in Lama e Lequile, non lontano dalla strada statale 101. Sonora, tanto più perché Fiordiso è stato giudicato con il rito abbreviato, godendo quindi a monte della riduzione di un terzo della pena.

Il nome di Fiordiso sarà probabilmente ricordato da molti per via di una serie di scippi avvenuti fra Lecce e comuni limitrofi, in particolare nel periodo di marzo del 2022. Una situazione che aveva destato particolare allarme per la serialità degli episodi. Agenti di polizia delle volanti e della squadra mobile serrarono i ranghi e in breve risalirono al giovane di San Cesario, arrestandolo.

Nel corso dell’udienza di convalida, Fiordiso non poté che ammettere le responsabilità, giustificando le proprie azioni con il fatto che fosse ricaduto nel tunnel della droga.

Prima di questi casi, però, lo stesso soggetto, oggi 32enne, sarebbe stato artefice anche di un violento episodio risalente a febbraio del 2022, per il quale intervennero i carabinieri. Ovvero, sarebbe arrivato sulla veranda dell’abitazione di marito e moglie, quasi settantenni, indossando cappuccio e passamontagna per camuffare i lineamenti, e avrebbe spinto l’uomo, fino a farlo cadere per terra, per poi arrivare alle minacce.

Brandendo un coltello da cucina con lama seghettata, avrebbe imposto al malcapitato di consegnare soldi e oggetti d’oro, altrimenti avrebbe ammazzato lui e la moglie, sottolineando che avrebbe ucciso prima lei.

Fiordiso sarebbe poi fuggito dall’abitazione della coppia con un bottino composto da due smartphone, un borsellino con 500 euro e un paio di carte bancomat, più una collana d’oro. Da lì a poco, sarebbero iniziati anche i vari scippi, per i quali arrivò l’arresto. Ma, intanto, erano già aperte separatamente altre indagini per questa rapina, per la quale nei giorni scorsi è arrivato il verdetto di primo grado. Fiordiso era difeso dall’avvocata Renata Minafra. La coppia si è costituita parte civile nel processo. 

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