Rogo di Settelacquare e sicurezza dei medici: gli esiti del vertice

Riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. Sull’incendio dell’area mercatale il prefetto dice: “Si procede abbastanza celermente”

Una foto di uno dei box andati in fiamme.

LECCE – Massimo riserbo al termine del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza presieduto dal prefetto di Lecce, Claudio Palomba, sul rogo che giovedì sera ha distrutto quattro box in quella che è l’area mercatale destinata ai riluttanti operatori di piazza Libertini. Tuttavia, la sensazione è che le indagini affidate alla polizia stiano acquisendo elementi utili.

“Sapete benissimo che c’è un’attività investigativa in corso – ha dichiarato il prefetto a margine della riunione -,  si stanno verificando delle cose e volevamo fare una ricognizione completa anche sui dati che il Comune ci ha fornito. Anche sulla base di queste indicazioni le forze dell’ordine continueranno a procedere. Abbiamo ritenuto necessario convocare anche i vigili del fuoco che hanno fatto un immediato intervento per verificare la natura dell’evento: la dinamica al momento non ci consente di arrivare a conclusioni, ma si sta procedendo abbastanza celermente”.

Per quanto riguarda la sicurezza del personale medico – dopo il caso delle molestie presso la guardia medica di Taviano – sono state illustrate alcune possibili misure per ridurre il numero di aggressioni e intimidazioni più volte segnalate dalla categoria dei camici bianchi e ribadite oggi dal presidente dell’Ordine, Donato De Giorgi, alla presenza del direttore generale della Asl, Ottavio Narracci e di quello amministrativo, Antonio Pastore.

“Alcune soluzioni riguardano l’implementazione della videosorveglianza e anche dei collegamenti dei medici quando operano all’esterno. Chiederemo la riconvocazione di un tavolo regionale, come già avvenuto, per presentare queste misure studiate per i singoli operatori e non solo per gli immobili con una strumentazione completamente nuova, collegata con istituti di videosorveglianza o con le centrali operative delle forze dell’ordine”.

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La Asl, da parte sua, valuta la possibilità di accorpare i presidi medici più piccoli in modo da evitare l’isolamento del professionista di turno e la realizzazione di corsi di autodifesa che mettano in condizione i medici di avere anche un approccio psicologico adeguato in situazioni di potenziale emergenza.

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