Sparatoria in città: fratello dell'ex pentito Scu ferito alle gambe

Il grave episodio poco prima delle 20, nel quartiere Stadio di Lecce. L’uomo, noto alle cronache locali, soccorso da una donna e accompagnato in ospedale. Si tratta del fratello dell'ex pentito della Scu

La polizia sul posto.

LECCE – Si torna a sparare a Lecce. Sventagliata di colpi di pistola in serata, all'altezza del civico 11 di Piazzale Genova, nei pressi del complesso "Le Vele". Poco prima delle 20, Mirko Monaco, pregiudicato noto come Sandro - nome finito sulle pagine delle cronache locali in passato e fratello dell'ex collaboratore di giustizia della Sacra corona unita Giampaolo (alias Gianni Coda) - è rimasto ferito alle gambe durante un agguato che, dai primi riscontri, gli sarebbe stato teso sul pianerottolo del proprio appartamento. Un piano di sangue eseguito anche nei pressi dell'ingresso della sua abitazione e poi all'esterno.

Da una prima ricostruzione infatti, ancora solo ipotizzata e frammentaria, il 36enne sarebbe dapprima finito nel mirino di una raffica di proiettili sul pianerottolo e poi, probabilmente durante una fuga, inseguito e colpito anche per strada.

Sull'asfalto tracce ematiche, sulla carrozzeria di alcune vetture parcheggiate nei paraggi, le lamiere risultano crivellate. Il 36enne, una volta chiesto aiuto a una donna, sarebbe stato poi accompagnato a bordo di un'auto presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Le lesioni riportate non sono, tuttavia, gravi, tanto che il destinatario del messaggio intimidatorio è in grado di muoversi una volta trovatosi davanti al personale sanitario.

Diversi i colpi che gli sono stati indirizzati da una pistola della quale al momento non vi è traccia: sarebbero almeno sette, calibro 7,65. Tanti i bossoli rinvenuti  e contati dagli inquirenti al momento del sopralluogo effettuato negli istanti seguiti al fatto. Due i proiettili che lo hanno raggiunto alla gamba. Ma, di bossoli, potrebbero essercene ancora altri, per terra.

Sul luogo dell’accaduto, per effettuare le indagini, gli agenti della Squadra mobile della questura leccese assieme ai colleghi della Scientifica. Gli investigatori di viale Otranto hanno setacciato il rione, alla ricerca di elementi utili. Oltre ai filmati di eventuali sistemi di videosorveglianza installati nelle vicinanze, i poliziotti confidano nel sostegno di testimoni o automobilisti di passaggio che potrebbero aver notato qualcosa di sospetto.

Monaco era rimasto vitima di altri agguati simili anche in passato. Nel mese di maggio del 2009, quasi undici anni addietro, fu infatti colpito da un proiettile calibro 9 con la stessa modalità: sempre a una gamba. Era, all'epoca, un obiettivo eccellente: meno di un mese prima, infatti, si era verificato l'omicidio di Antonio Giannone, freddato in via Terni. Un'esecuzione, quella, della quale fu accusato Giampaolo Monaco, che agì con freddezza tipica del killer della Scu per rivendicare un pestaggio precedente ricevuto proprio dal suo fratello minore: Mirko.

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