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Traffico e spaccio di droga: inflitte condanne per 34 anni di reclusione

Emesso il verdetto nel processo con rito abbreviato scaturito dall’operazione “Le Veneri” eseguita lo scorso luglio dai carabinieri nei riguardi di undici imputati, uno dei quali è stato assolto

PARABITA - Si è concluso con 10 condanne e un’assoluzione il processo con rito abbreviato nei riguardi degli imputati coinvolti nell’operazione “Le Veneri”, eseguita il 6 luglio scorso dai carabinieri della compagnia di Gallipoli.

La sentenza è stata emessa nelle scorse ore dal giudice Sergio Tosi, dinanzi al quale non ha retto l’aggravante del metodo mafioso contestata sui reati di traffico e spaccio, rispetto ai quali, sono state inoltre riconosciute ipotesi più lievi. Queste le ragioni, oggetto delle argomentazioni sostenute dal collegio difensivo, in merito alle quali le condanne sono state decisamente inferiori a quelle invocate dal pubblico ministero Carmen Ruggero che sfioravano, complessivamente, un secolo di carcere.

Erano 16 gli anni chiesti per Pio Giorgio Bove, il 34enne di Parabita (già coinvolto nell’operazione “Bamba” in seguito alla quale fu condannato a nove anni), ma alla fine ne ha incassati 4. Per l’accusa, c’era lui a capo dell’organizzazione che, avendo disponibilità di armi, avrebbe svolto attività legate all’acquisto e alla cessione di sostanze stupefacenti (cocaina, marijuana e hashish) e a quelle di recupero dei crediti derivati dalla vendita di droga anche con minaccia.

E’ di 3 anni e 2 mesi (a fronte dei 14 chiesti) la pena per Salvatore Martello De Maria, 47 anni di Tuglie, descritto nelle carte dell’inchiesta come l’uomo di fiducia del 34enne: avrebbe partecipato alle attività di approvvigionamento della droga, verificato il rispetto delle direttive, intrattenuto rapporti con i fornitori, in particolare con quelli di Monteroni, gestito l’attività di spaccio sulle piazze di Matino e Parabita, e provveduto al recupero dei crediti.

Quanto agli altri imputati, il verdetto è stato il seguente: 3 anni, 1 mese e 10 giorni per Giorgio Bove, 25 anni di Matino; 2 anni, 10 mesi e 20 giorni, per Metello Durante, 30, di Tuglie; 2 anni per Cosimo Francone, 51, di Tuglie; 2 anni, pena sospesa, per Addolorata Donadei, 31, di Parabita; 2 anni e 4 mesi per Michel Perdicchia, 30 anni, di Matino; 5 mesi e 10 giorni, pena sospesa, più 800 euro di multa, per Andrea Maniglia, 45, di Monteroni; un anno e mezzo, più 15mila euro di multa, per Antonio Giordano, 34, di Monteroni; 7 anni e 2 mesi per Antonio Manco, 32, di Parabita; assoluzione per Giuseppe Imperiale, 38, di Tuglie.
E’ in seguito all’ arresto di Pio Giorgio Bove, nel dicembre del 2018, quando i militari trovarono nascosti nel suo appartamento una pistola e centinaia di proiettili, che presero il via le indagini della Procura antimafia sfociate poi nel blitz della scorsa estate.

A difendere gli imputati ci hanno pensato gli avvocati Stefano Pati, Mariangela Calò, Angelo Ninni, Luca Laterza, Alberto e Luigi Corvaglia, Stefano Palma, Maria Greco, Giovanni Carlino e Alessandra Luchina.

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